Che differenza c’è tra ETF a replica fisica e replica sintetica?
Gli ETF, come abbiamo già visto in altri articoli, video e post sui nostri social, sono panieri di titoli che replicano in modo passivo un benchmark di riferimento, con conti di gestione bassissimi.
Gli ETF possono attuare due modalità di replica: la replica fisica (comprando fisicamente il titoli) e la replica sintetica (unfunded e funded swap).
Replica fisica (totale o a campionamento)
Un ETF a replica fisica, replica un indice acquistando direttamente gli strumenti finanziari sottostanti all’indice stesso. Per esempio, l’ETF EURO STOXX 50 investe nelle 50 società più grandi della zona euro ed utilizza la medesima ponderazione utilizzata dell’indice EURO STOXX stesso.
La replica fisica totale (ovvero il copiare completamente l’indice) ha dei limiti per copiare indici molto grandi o illiquidi, è qui che entrano in gioco gli ETF a replica fisica a campionamento.
Se prendiamo, ad esempio, un ETF che investe nelle economie dei paesi sviluppati di tutto il mondo (come, ad esempio, il più grande: iShare core world), avrà una replica fisica a campionamento ottimizzato, perché l’ETF non può investire in tutte le aziende di tutti i paesi sviluppati del mondo.
Di conseguenze, la ponderazione delle aziende sarà data dalla loro grandezza, non illiquidità e da altri parametri (l’ETF sopra citato, comunque, contiene oltre 1.400 aziende al suo interno).
Replica sintetica (unfunded e funded swap)
In questo metodo di replica, la replica dell’indice avviene tramite un’operazione in swap (swap a rendimento totale). L’ETF stipula un contratto con un intermediario finanziario, che si impegna a consegnare il rendimento dell’indice in cambio del pagamento di una commissione.
Gli ETF sintetici (definiti anche ETF su swap) sono un’alternativa economica all’investimento in mercati o classi di attività di nicchia come le materie prime e il mercato monetario, che altrimenti sarebbero inaccessibili per la maggior parte degli investitori. Inoltre, gli ETF swap sono in grado di replicare alcuni mercati in modo più efficiente ed accurato degli ETF fisici.
Tuttavia, di solito gli ETF su swap presentano il rischio di controparte, che viene minimizzato con varie misure di sicurezza. Il collaterale, per normativa, copre minimo il 90% del valore dell’ETF, e con altre pratiche di sicurezza si alza ulteriormente, arrivando a coprire quasi al 100% il rischio controparte.
I fondi dell’ETF sintetico vengono investiti in un paniere di strumenti finanziari che serve come collaterale per la controparte dello swap. Gli strumenti finanziari del portafoglio collaterale non corrispondono necessariamente ai titoli dell’indice replicato. Per esempio, un ETF sintetico sui titoli azionari europei (ad esempio, l’MSCI Europe) può avere titoli azionari giapponesi all’interno del suo portafoglio collaterale.
Tipologie di ETF su swap: Unfunded swap versus funded swap
A seconda di come il collaterale viene detenuto, si possono avere due tipologie di ETF sintetici: Unfunded swap e funded swap.
Nel caso del funded swap, la controparte dello swap riceve il collaterale e lo deposita presso una fiduciaria indipendente, che poi lo custodisce per conto dell’ETF.In base alla regolamentazione UCITS; il rischio di controparte deve essere al massimo pari al 10% delle attività del fondo. Tuttavia, sostanzialmente, il rischio si riduce significativamente grazie all’adozione di varie misure di sicurezza. Pertanto il rischio viene minimizzato tramite la giornaliera ricalibrazione dello swap, extra-collateralizzazione o l’uso di diverse controparti swap. Gli elevati standard di trasparenza della maggior parte degli emittenti di ETF consente loro di tener d’occhio ogni giorno il portafoglio collaterale, così come il livello di rischio di controparte nel sito web dell’emittente.