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Inflation risk, analysis and protective tools

Inflazione, minaccia invisibile che distrugge il tuo potere di acquisto

“l’inflazione è l’aumento prolungato medio dei prezzi di beni e servizi. L’inflazione distrugge il potere di acquisto dei tuoi soldi, ma, se moderata e controllato è intrinseca per la crescita economica”

L’articolo che segue è diviso in due parti: 1) cos’è l’inflazione e quali sono le varie forme in cui può manifestarsi, 2) contesto attuale e analisi prossima contesto futuro e strumenti difensivi da inserire in portafogli per proteggersi dall’inflazione.

Prima di partire ad analizzare la situazione inflazionistica odierna e provare a fare delle proiezioni future sui prossimi step inflazionistici, è doveroso fare una premessa su cosa è l’inflazione ed in che “forme” può incombere sull’economia e sui mercati finanziari.

L’inflazione è l’aumento prolungato dei prezzi di beni e servizi con conseguente perdita di potere di acquisto della valuta inflazionata.
La perdita di potere di acquisto la si nota quando, rispetto ad un dato periodo di tempo precedente, un bene o servizio costa di più.

Una crescita moderata dell’inflazione è stimolante per la crescita economica, un aumento moderato dell’inflazione porta, gradualmente, ad un’incremento dei prezzi di beni e servizi, facendo entrare in circolo più soldi nell’economia reale.

Il problema più grave non è l’inflazione in senso assoluto, ma è un’incremento inflazionistico a fronte di redditi stagnanti o in diminuzione (come nel caso dell’Italia che, negli ultimi 30 anni, non solo non ha mai alzato gli stipendi ma li ha addirittura abbassati).

In questo scenario l’inflazione è doppiamente dannosa, perché oltre al rincaro della vita in senso generale (con conseguente perdita di potere di acquisto), si ha una diminuzione dei redditi reali percepiti dai lavoratori.

Di conseguenza: i soldi varranno di meno ed entreranno anche meno soldi (perlomeno in Italia).

Varie forme inflazionistiche

L’inflazione può essere positiva e stimolante per l’economia, o distruttiva e dannosa per i nostri soldi.. tutto sta alla gravità (crescita) della crisi inflattiva.

Una fase inflazionistica, se portata “all’estremo”, può sfociare in una fase iperinflattiva, come successo nelle Repubblica di Weimar, in Germania, negli anni ’20.

L’iperinflazione è una fase dove l’inflazione è diventata ingestibile, cresce a ritmi spaventosi (all’apice della crisi inflazionistica nella Repubblica di Weimar, il cambio Marco tedesco e dollaro U.S era arriva a 1000:1), in una condizione iperinflattiva il costo della vita raggiunge livelli astronomici.

Un’altra fase inflazionistica, mescolata con una fase di crescita stagnante dell’economia o con l’economia in lieve ripiegamento, è la stagflazione.

La stagflazione è una fase economica caratterizzata da un’economia stagnante con un’incremento dell’inflazione.

Ma da cosa nasce l’inflazione?

Il principale catalizzatore dell’incremento dell’inflazione è la crescita economica.

Come chi segue i nostri corsi sa, l’inflazione, tendenzialmente, è una conseguenza della crescita economica però, l’inflazione, può presentarsi come una fase indipendente del ciclo economico (un po’ come sta succedendo ora, inflazione elevata a fronte di incertezza economiche, in una condizione come questa, probabilmente anche se l’economia dovesse entrare in recessione, l’inflazione continuerebbe a salire).

Un altro forte driver dell’incalzare dell’inflazione è un rincaro di acquisto di materie prime da parte di società che le utilizzano per il proprio ciclo produttivo.

Se una società, per qualsiasi motivo (aumento costi materie prime, aumento costi di trasporto…), vede incrementare i propri costi per acquistare materie prime per il proprio ciclo produttivo, quella stessa società, per non diminuire i propri ricavi, aumenterà il costo del prodotto finito da vendere al cliente. In questo modo quell’aumento di costo (inflazione) viene mediato al consumatore finale.

Una politica monetaria espansiva può portare ad una diminuzione del potere di acquisto della moneta.
Detto in modo semplice: più moneta c’è in circolazione più la moneta già esistente perderà il proprio valore.
Infatti, un’incremento dell’offerta di moneta (nel tempo) provoca un svalutazione monetaria (della moneta già in circolazione).

Altri due forti fattori per un’incremento inflazionistico sono: una piena occupazione lavorativa ed un’incremento della domanda per beni e servizi.

Questi due driver si racchiudono in una fase di crescita economica (con conseguenza incremento inflazionistico), una piena occupazione consente a più persone di poter occupare posti di lavoro, generando più reddito ed avendo più soldi poi da poter spendere nell’economia reale (acquistando prodotti e servizi).

Situazione Attuale ed analisi proiezione situazione futura

L’attuale situazione vede un’inflazione (in US e Europa) crescente e che non sembra volersi fermare.

Nell’attuale fase economia, l’inflazione, è una fase “a se”, nel senso che non dipende principalmente dalla crescita economica ma, dipende, soprattutto, da driver esogeni alla crescita economica che, in questo momento, stanno spingendo l’inflazione al rialzo: crisi energetica ed imbottigliamento della catena di approvvigionamento delle materie prime (con conseguente incremento di inflazione) ed enorme quantità di denaro stampato in tempi brevissimi.

In un contesto come quello odierno, l’inflazione, sembra proprio una “forza” destinata a restare (e crescere) nei prossimi mesi/anni.

In questa fase caratterizzata da un’inflazione indipendente dalla crescita economica, il problema più grande che si possa manifestare è una recessione economica con crescita dell’inflazione e picchi inflazionistici.

Questo scenario sarebbe un disastro, in quanto ci sarebbe un cambio di trend nella crescita economica, finendo in recessione (con chiusure di aziende, licenziamenti, distruzione di fondi pensione, fallimenti di stati, aumento povertà…) e, oltre alla recessione, vivremmo una fase caratterizzata da un’inflazione crescente.

Sostanzialmente, i nostri soldi varrebbero di meno (molto di meno) e in più l’economia reale sarebbe “alla deriva”.

Questo è lo scenario peggiore che si possa manifestare nel prossimo futuro breve, uno scenario più “tranquillo” è quello di una stagflazione economica, ovvero: crescita economica stagnante e crescita dell’inflazione.

Nessuno può sapere cosa succederà domani, quello che possiamo fare è analizzare la situazione e provare a fare delle analisi il più oggettive possibili.

Possiamo quindi concludere questa analisi dicendo che: l’inflazione sarà nostra compagna per i prossimi mesi e se la situazione migliorerà o peggiorerà dipenderà principalmente dai come si comporteranno i principali indicatori della situazione economica.

Da monitorare: aumento dei tassi di interesse, fine dello stimolo monetario, carenza materie prime e tensioni geopolitiche tra US e Cina.

Asset protettivi contro l’inflazione

Esistono asset finanziari (azioni,obbligazioni…) ed asset reali (terreni, immobili…) che sono ottimi da detenere in portafogli in periodo iflazionistici.

Le stock (azioni) si sono dimostrate storicamente ottime per periodi inflattivi; soprattutto quelle di aziende in settori di utilities, società che estraggono/trattano materie prime e di beni di prima necessità (cibo, sanità…).

Le Inflation Linked Bond (titoli di stato legati all’inflazione), generando un extra rendimento in caso di aumento dell’inflazione, sono un asset ottimo da avere in ptf in momenti di elevata inflazione.

L’oro è il bene rifugio per eccellenza e, di conseguenza, quando c’è instabilità economica, incertezza politica, svalutazione monetaria e inflazione; l’oro, tenede a mantenere (e, in certi casi a crescere) il proprio valore.

Le materie prime ed il settore immobiliare sono asset che hanno un grande potere: mediare il sovrapprezzo.

Ad esempio, se c’è un’incremento dell’inflazione il costo della vita aumenta, così come aumentano: i costi delle case, gli affitti, i materiali per costruire le case… in un periodo inflattivo “generico” (non focalizzato in un’area economica) tutto aumenta.

Quindi, se qualcuno vorrà vendere la propria casa (o se una società venderà i propri immobili), potrà aumentare il prezzo di vendita, mediando il sovrapprezzo del costo della vita.

Tutti questi sono asset ottimi quando un’incremento dell’inflazione è alle porte, ognuno di loro, per motivi diversi, da protezione e crescita al portafoglio in fasi inflazionistiche.