I sei driver che spingono al rialzo l’inflazione
L’inflazione è l’aumento prolungato del costo medio di beni e servizi, con conseguente perdita di acquisto per i nostri soldi (distruggendo il nostro potere di acquisto).
Nei livelli più estremi l’inflazione può sfociare in iper-inflazione, distruggendo il valore della moneta.
Ora, più che mai (soprattutto per i più giovani, visto che un’inflazione così elevata in Europa non si vedeva da oltre quarant’anni), l’inflazione è un problema che coinvolge tutti, diventata strutturale e “qui” per perdurare.
Ma quali sono i fattori che alimentano la crescita dell’inflazione?
- AUMENTO DEL COSTO DELLE MATERIE PRIME
Se c’è un aumento del costo delle commodities, le società che acquistano materie prime per il proprio processo produttivo vedranno un innalzamento dei costi e, a loro volta, queste società medieranno questo innalzamento al cliente finale, aumentando il prezzo.
In questo modo la società manterrà intatti i propri margini di guadagno
2.POLITICA MONETARIA ESPANSIVA
La teoria quantitativa della moneta individua le determinanti di lungo periodo del tasso di inflazione nelle variazioni dell’offerta di nominale moneta.
Più moneta c’è in circolazione più la moneta già esistente perderà il proprio valore. Infatti, un aumento dell’offerta di moneta provoca un aumento dei prezzi.
Però, se la nuova base monetaria ampliata (moneta fiat stampata dalla banca centrale) viene impiegata in modo efficiente, il deprezzamento del valore di quella valuta non avverrebbe subito, perché quella moneta stampata verrebbe impiegata in fattori produttivi che generano reddito.
È nel medio-lungo periodo che, anche se la moneta stampata viene usata in modo efficiente, porta a svalutazione monetaria (più valuta in circolazione, più la valuta totale vale meno)
3.PIENA OCCUPAZIONE LAVORATIVA
Una piena occupazione lavorativa implica un maggior numero di persone che generano reddito, che andranno ad immettere nell’economia, aumentando il denaro in circolazione, aumentando l’inflazione.
Inoltre, una maggiore domanda da parte dei consumatori, spinge le aziende ad aumentare l’offerta (e la produttività), aumentando la forza lavoro richiesta
Una piena occupazione lavorativa, tendenzialmente, è “accompagnata” da una ripresa economica, che a sua volta fa crescere l’inflazione
4.AUMENTO DOMANDA DI BENI E SERVIZI
La causa di un aumento di inflazione può essere collegata anche ad un aumento della domanda di beni e servizi.
In questo scenario è molto probabile che la produzione non riesca a soddisfare la domanda e di conseguenza il prezzo di mercato di un determinato bene tende ad aumentare, creando un divario tra domanda ed offerta
5.CRISI MATERIE PRIME
Uno shock nella catena di approvvigionamento, una diminuzione dell’offerta (per calamità naturali, raccolti distrutti ecc.), una guerra ecc. portano l’offerta di materia prime sempre più al ribasso, spingendo sempre più i prezzi al rialzo (domanda/offerta: se c’è molta domanda per un bene e poca offerta, il prezzo di quel bene sale fino a che domanda e offerta “si allineano”, trovando un equilibrio).
Oltre, naturalmente, a esserci problemi per la crescita economica (in caso di carenza di petrolio) o problemi sociali (carenza di mais, frumento ecc.)
6.RIPRESA ECONOMICA
Un aumento controllato dell’inflazione può essere anche vantaggioso per la ripresa economica.
Infatti con un tasso di inflazione controllato l’occupazione tende ad aumentare, di conseguenza i consumatori hanno più soldi per acquistare beni e servizi e l’economia ne trae vantaggio crescendo.
Questo indica che il costo della vita è in aumento e di conseguenza l’economia è in una fase espansiva.
Bisogna fare attenzione, però, se la crescita dei prezzi è più rapida rispetto alla crescita dei salari, perché in quel caso le banche possono decidere di alzare i tassi di interesse andando ad impattare sui finanziamenti e favorendo il risparmio, così da rallentare l’espansione ed abbassare l’inflazione