fbpx
Vai al contenuto
Home » Blog » Crash 2007-2009, grande crisi finanziaria

Crash 2007-2009, grande crisi finanziaria

La crisi finanziaria del 2008 è stata una delle peggiori crisi economiche degli ultimi decenni. Ha avuto un impatto significativo sull’economia mondiale e ha causato una recessione globale. Questa crisi è stata causata da una combinazione di fattori, tra cui l’eccessiva crescita dei prezzi immobiliari, la scarsa regolamentazione del mercato finanziario e la crisi dei mutui subprime.

La crisi dei subprime è stata il fulcro della crisi finanziaria del 2008. Questi prestiti (subprime) erano destinati a persone con scarsa storia creditizia o con redditi bassi, il che li rendeva a rischio elevato di default. Questi prestiti erano spesso strutturati in modo complesso, con tassi di interesse che aumentavano nel tempo (variabili), il che significava che molti mutuatari non potevano permettersi di pagare le loro rate.

Le banche e altre istituzioni finanziarie hanno cominciato a vendere questi prestiti subprime a investitori in tutto il mondo, spesso con l’aiuto di prodotti finanziari complessi come i CDO (Collateralized Debt Obligations). Questi prodotti erano considerati sicuri poiché erano composti da molti prestiti subprime diversi (impacchettai e cartolarizzati), il che significava che il rischio era diffuso. Tuttavia, quando i mutuatari subprime hanno cominciato a defaultare sui loro prestiti, il valore dei CDO è crollato e molti investitori si sono trovati con attività di valore inferiore a quanto avevano pagato.

Questo ha causato una serie di fallimenti bancari e ha portato a una contrazione del credito, rendendo difficile per le imprese e le famiglie ottenere finanziamenti per le loro attività. L’impatto sull’economia è stato significativo, con milioni di persone che hanno perso il lavoro e molte imprese che hanno fallito.

Per affrontare la crisi, i governi di tutto il mondo hanno adottato misure per stabilizzare i mercati finanziari e per fornire liquidità alle banche. In molti paesi, il governo ha effettuato interventi diretti per acquistare attività tossiche dalle banche (comprando asset molto rischiosi), al fine di ridurre il rischio di ulteriori fallimenti bancari. Inoltre, molti governi hanno introdotto stimoli fiscali per aumentare la domanda e sostenere l’economia.

I CDS (Credit Default Swaps) erano contratti finanziari che consentivano alle banche e agli investitori di proteggersi contro il default di un’obbligazione o di un prestito (erano assicurazioni contro i CDO e altri strumenti creati all’epoca). Questi contratti erano stati progettati per essere un modo per gestire il rischio, ma alla fine sono diventati un fattore importante nella crisi finanziaria del 2008.

In sostanza, un investitore che acquistava un CDS avrebbe pagato un premio regolare a una controparte che avrebbe garantito di pagare una somma di denaro nel caso in cui il mutuatario subprime a cui era associato il prestito avesse fatto default. Tuttavia, molti investitori che acquistavano questi contratti non possedevano alcun interesse reale nel prestito subprime sottostante, il che significava che stavano scommettendo sul fatto che il mutuatario sarebbe fallito.

Questo ha portato a un aumento della speculazione sul mercato dei subprime e ha reso più difficile per le banche valutare il rischio associato a questi prestiti. Quando i mutuatari subprime hanno iniziato a defaultare sui loro prestiti in massa, le assicurazioni (come AIG) che avevano venduto i CDS si erano trovate con enormi perdite e molti di loro sono falliti.

I CDO (Collateralized Debt Obligations) erano prodotti finanziari composti da una serie di prestiti, inclusi prestiti subprime. Questi prodotti erano stati progettati per diffondere il rischio tra molti prestiti diversi, il che significava che il rischio di default di un singolo prestito sarebbe stato minimo. Tuttavia, come con i CDS, molti investitori che acquistavano i CDO non possedevano alcun interesse reale nel prestito subprime sottostante e stavano semplicemente scommettendo sul fatto che il mutuatario sarebbe fallito.

Quando i mutuatari subprime hanno iniziato a defaultare sui loro prestiti, il valore dei CDO è crollato e molti investitori si sono trovati con attività di valore inferiore a quanto avevano pagato. Questo ha portato a una contrazione del credito e ha reso difficile per le banche prestare denaro, il che ha avuto un impatto negativo sull’economia globale.

In sintesi, i CDS e i CDO erano prodotti finanziari complessi che erano stati progettati per gestire il rischio, ma che alla fine hanno contribuito a creare la crisi finanziaria del 2008. La scarsa regolamentazione e la mancanza di trasparenza sul mercato dei subprime hanno reso difficile per gli investitori capire dove stessero realmente investendo. Inoltre, le stesse banche che creavano e vendevano CDO ai propri clienti, nello stesso momento compravano CDS per proteggersi dai CDO venduti. Direi poco trasparenti.

La crisi finanziaria del 2008 ha avuto ripercussioni significative a livello globale. Ecco alcune delle principali conseguenze:

  1. Recessione globale: La crisi finanziaria ha portato a una stretta del credito e a una contrazione dell’economia globale. La recessione globale è iniziata nel 2008 e si è protratta fino al 2009, con molti paesi che hanno registrato un calo del PIL e un aumento del tasso di disoccupazione.
  2. Crisi delle banche: Molti istituti finanziari di tutto il mondo sono falliti o sono stati costretti a una fusione per evitare la bancarotta a causa delle enormi perdite subite a causa dei prestiti subprime. Questo ha avuto un impatto negativo sulla stabilità finanziaria globale e ha reso difficile per le banche prestare denaro, il che ha ulteriormente contribuito alla recessione.
  3. Crollo dei mercati azionari: La crisi finanziaria ha causato un crollo dei mercati azionari in tutto il mondo, con molti investitori che hanno subito enormi perdite. Questo ha avuto un impatto negativo sulla fiducia dei consumatori e ha ulteriormente contribuito alla recessione.
  4. Aumento del debito pubblico: Molti paesi hanno dovuto spendere enormi somme di denaro per salvare le banche e per stimolare l’economia, il che ha portato a un aumento del debito pubblico. Questo ha avuto un impatto negativo sulla stabilità finanziaria a lungo termine e ha reso difficile per molti paesi riformare le loro economie.
  5. Riforme finanziarie: La crisi finanziaria ha portato a una riforma della regolamentazione finanziaria in tutto il mondo, con l’obiettivo di evitare che situazioni simili si verifichino in futuro. Queste riforme includono la creazione di nuove agenzie di regolamentazione, la maggiore trasparenza nei mercati finanziari e la limitazione delle attività speculative.

In sintesi, la crisi finanziaria del 2008 ha avuto ripercussioni significative a livello globale, causando una recessione, una crisi delle banche, un crollo dei mercati azionari, un aumento del debito pubblico e la necessità di riforme finanziarie. Questi effetti sono stati sentiti in molti paesi in tutto il mondo e hanno avuto un impatto negativo sulla stabilità finanziaria e sulla crescita economica a lungo termine.